Neurostimolazione per la cura della depressione e dipendenza dal fumo

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La Neurostimolazione con tDCS per la cura della depressione e dipendenza da fumo

La neurostimolazione con tDCS (transcranial Direct Current Stimulation) si è dimostrata utile per ridurre efficacemente i sintomi della depressione con risultati clinicamente significativi. Si stima infatti che l'effetto ottenuto sia simile all’azione di un farmaco antidepressivo in cure primarie.

La terapia con tDCS è adatta alla maggior parte dei pazienti. Può essere utilizzata come trattamento autonomo e come tale è un’alternativa valida per i pazienti che non possono tollerare trattamenti farmaceutici. Può essere aggiunta ai trattamenti in corso ed avere effetti additivi sia per la terapia farmacologica, sia per quella psicoterapeutica.

La terapia con tDCS consiste nella neurostimolazione NON invasiva della corteccia prefrontale dorsolaterale (DLPFC), usando una corrente continua a bassa intensità (da 1 a 2 mA). Vengono usati elettrodi di piccole dimensioni appoggiati sul cuoi capelluto (sullo scalpo). Gli elettrodi vengono inseriti in una cuffia di gomma, rivestiti da una spugna sintetica imbevuta di una soluzione salina per aumentare la conduttività.

Diversi studi hanno dimostrato la presenza di ipoattività della corteccia prefrontale dorsolaterale sinistra nei pazienti depressi, dimostrando l’efficacia della tDCS anodica della DLPFC sinistra nella riduzione dei sintomi depressivi (Fitzgerald 2006, Grimm 2008). Studi neurobiologici hanno evidenziato che la neurostimolazione con tDCS è implicata nella mediazione di una serie di eventi a livello cellulare e molecolare, compresi gli effetti su alcuni recettori, e a cambiamenti sinaptici duraturi (Liebetanz 2002, Nitsche 2003).

La neurostimolazione con tDCS è risultata essere molto sicura; non si segnalano infatti eventi avversi gravi correlati, come anche affermato dal NICE (National Institute for Clinical Excellence).

Una sessione di trattamento consiste in una stimolazione a corrente continua per 20 minuti, mentre il trattamento completo può seguire diversi protocolli, solitamente concordati insieme al paziente e dopo aver effettuato una prima anamnesi. Essi possono durare da una a cinque settimane, seguite da trattamenti di mantenimento. tcds fumo

La Neurostimolazione Con tDCS (Transcranial Direct Current Stimulation) è risultato un sistema efficace per cura dalla dipendenza da fumo

Il fumo è la principale causa di morte prevenibile in tutto il mondo ed è stato incluso nella classificazione internazionale di Malattie (ICD) dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dal 1992. È considerata una pandemia (coinvolge un terzo della popolazione mondiale) e si stima che sia la causa di oltre 5 milioni di morti ogni anno (Bennett, 2016). Come altre forme di dipendenza, quella dalla nicotina è un disturbo progressivo, cronico e ricorrente, supportato da fattori ambientali, biologici e psicologici (Longo et al., 2016).

Uno dei motivi di insuccesso nella lotta contro il fumo è il potente effetto della nicotina sul cervello, in particolare sul sistema della gratificazione, correlato alla incapacità di ridurre volontariamente l'uso di droghe nonostante la consapevolezza delle potenziali conseguenze catastrofiche (Koob e Le Moal, 2008).

Uno dei sintomi più importanti e anche il più grande ostacolo allo smettere di fumare è il craving da nicotina, cioè il forte impulso a fumare (Wray et al., 2013). Recenti studi di neuroimaging hanno evidenziato che la corteccia prefrontale dorsolaterale (DLPFC) è una zona critica nel determinare questo impulso e nel desiderio di varie sostanze psicoattive compresa la nicotina (Hartwell et al., 2011). Più specificamente, per i fumatori, si pensa che essa sia alla base del controllo del desiderio e della gratificazione associata al piacere di fumare (Goldstein e Volkow, 2011).

A questo proposito le tecniche di neurostimolazione con tDCS (Transcranial Direct Current Stimulation) mirano alla corteccia prefrontale dorsolaterale e possono ridurre il desiderio della nicotina (craving) e i comportamenti correlati. Gli studi sulla neurostimolazione hanno infatti dimostrato l'efficacia di questa tecnica per ridurre il desiderio di fumare nei fumatori attivi (Fregni et al., 2008, Boggio et al., 2009; Falcone et al., 2016).

La neurostimolazione con tDCS consiste in sedute da 10-20 minuti, in cui si applica corrente continua ad un livello di intensità molto basso (comunemente da 1 a 2 mA) applicata attraverso due elettrodi (anodo e catodo) posti sul cuoio capelluto per mezzo di una cuffia. La corrente percorre la cute e il cranio e scorre attraverso la corteccia cerebrale modulandone l’attività e modificando le proprietà elettriche delle membrane cellulari dei neuroni (Polanfa et al., 2011). Il risultato della terapia con tDCS anodica è la depolarizzazione della membrana cellulare dei neuroni, che favorisce la loro eccitabilità; mentre quella catodica iperpolarizza i neuroni, inibendo il rilascio di neurotrasmettitori (Stagg e Nitsche, 2011).  

Si tratta quindi di una procedura NON invasiva e indolore, al punto che i pazienti molto spesso non si accorgono nemmeno del trattamento. Gli effetti collaterali, quando presenti, si limitano ad un lieve prurito nella zona di stimolazione.

Il trattamento completo può seguire diversi protocolli, solitamente concordati insieme al paziente e dopo aver effettuato una prima anamnesi. Essi possono durare da una a cinque settimane, seguite da trattamenti di mantenimento. Gli studi dimostrano una riduzione del consumo di sigarette, anche piuttosto stabile nel tempo, dopo il trattamento con neurostimolazione. I risultati ottenuti fino ad ora sono infatti decisamente positivi e mostrano spesso remissione completa anche a distanza di mesi dall’ultima seduta.

Il neurostimolatore è un dispositivo medico conforme alla direttiva sui Dispositivi Medici 93/42/CE e registrato con n°0476

Operatore: Dott. Salvatore Bonfiglio